18–24 mesi
Le prime parole: come accompagnare il linguaggio

Elena Agostino

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Scarica guida pdf“Dice poche parole: dobbiamo aspettare o fare qualcosa?” Il linguaggio emerge da ascolto, relazione, gesti, turni comunicativi e comprensione, non dalla ripetizione forzata di vocaboli. Tra diciotto e ventiquattro mesi le differenze individuali sono ampie, ma il pediatra valuta l’insieme della comunicazione. Un bambino può parlare poco e comunicare molto, oppure ripetere parole senza usarle per condividere significati. Osservare come cerca l’altro è importante quanto contare le parole.
Cosa è importante sapere
Prima delle frasi arrivano attenzione condivisa, indicazione, imitazione, comprensione e capacità di alternarsi. Il bilinguismo non causa un disturbo del linguaggio: il vocabolario può distribuirsi tra più lingue e va considerato nel suo insieme. Udito, respirazione, sviluppo motorio orale e occasioni di interazione influenzano la comunicazione. Se esiste un dubbio, attendere passivamente non è sempre la scelta migliore; una valutazione può rassicurare o indicare un sostegno precoce.
Cosa puoi fare oggi
Segui l’interesse del bambino e descrivi con parole semplici ciò che state facendo. Se dice una parola, ampliala senza correggerlo: “palla” può diventare “la palla rossa rotola”. Leggete gli stessi libri più volte, cantate, lasciate pause e rispondete ai gesti. Riducete il rumore di fondo e proteggete momenti senza schermi. Parlate nelle lingue che gli adulti conoscono meglio, con naturalezza e coinvolgimento emotivo.
Cosa evitare
Non chiedere continuamente “come si dice?” e non fingere di non capire per costringerlo a parlare. Evita confronti con fratelli e frasi come “è pigro”. Non usare video educativi come principale fonte di linguaggio e non togliere una lingua familiare per paura di confonderlo. Non attendere mesi se il bambino ha perso parole, non risponde ai suoni o mostra una comunicazione molto ridotta.
Quando chiedere aiuto
Confrontati con il pediatra se non usa gesti comunicativi, non indica per chiedere o condividere, non risponde al nome o a suoni quotidiani, comprende poco il linguaggio nel contesto, non tenta di comunicare o perde parole già usate. Una valutazione dell’udito può essere indicata anche se lo screening neonatale era normale. Urgenza e percorso dipendono dal quadro complessivo.
La scheda da utilizzare
La scheda del linguaggio può riportare parole e gesti spontanei, lingue ascoltate, richieste comprese, modalità con cui il bambino attira l’attenzione e situazioni in cui comunica meglio. Registra esempi reali, non prove organizzate. Se possibile annota anche eventuali otiti, dubbi sull’udito e osservazioni del nido.
A chi rivolgersi nel Biellese
Nel Biellese il primo riferimento è il pediatra di libera scelta. In base al bisogno si può ricorrere ai servizi dell’ASL BI, ai consultori territoriali, alla Pediatria o al Pronto Soccorso dell’Ospedale degli
Infermi di Ponderano. Per un’urgenza sanitaria bisogna chiamare il 112. Prima di recarsi in una sede è opportuno verificare sul sito dell’ASL BI orari, modalità di accesso e recapiti aggiornati.
Come può aiutarti la Farmacia Viana
La Farmacia Viana può aiutare a raccogliere le osservazioni e a indirizzare al pediatra, ricordando che udito e sviluppo globale devono essere considerati. Può suggerire libri e giochi relazionali adatti, ma non propone prodotti o esercizi standardizzati come sostituti di una valutazione logopedica o neuroevolutiva quando indicata.
Fonti e data di revisione
CDC – Developmental milestones; UNICEF Parenting – Child development; ASL BI – portale istituzionale.
Ultima revisione: 18 settembre 2026. Prossima revisione: settembre 2027 o prima, se cambiano linee guida o servizi territoriali. Nota: il contenuto ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del pediatra, del medico, dell’ostetrica o di altro professionista sanitario.
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